Inviare email a utenti non attivi: pericoli e opportunità

Utenti non attivi - percioli e opportunitàPiù del 50% di aziende che includono l’email marketing nel proprio marketing mix, invia newsletter ad utenti che sono stati inattivi per almeno 3 anni.

E’ quanto emerge da uno studio di Responsys  che ha verificato come 100 dei maggiori retailer americani gestisce gli utenti inattivi.

I ricercatori hanno sottoscritto le newsletter di più di 100 aziende, aprendo inizialmente le email inviate e poi non interagendo più per i successivi 40 mesi. Ebbene, il 54% delle aziende, ha continuato a spedire email, alcune (31%) con la stessa frequenza, altre (23%), perlomeno riducendola.

Oltre al costo di spedizione inutilmente sostenuto, l’invio di email ad utenti inattivi genera altre conseguenze negative, tra loro correlate, che possono trasformarsi in un pericoloso boomerang per le aziende:

  • Continuare ad inviare email a utenti disinteressati mette a repentaglio la reputazione del brand, aumentando anche la probabilità che l’indirizzo email di chi invia sia considerato spam
  • Se in un anno un numero molto elevato di destinatari di email spedite dal medesimo “sender” (per esempio il 50%), non ha aperto o non ha cliccato, i maggiori Internet Provider inseriranno direttamente in un “junk folder” tutte le email inviate.

L’opportunità maggiore, ovviamente, consiste nell’evitare tali gravi rischi “ripulendo le liste”. Ma non ci si deve limitare a questo.

“Ripulire le proprie liste”, non vuol dire necessariamente eliminare da esse gli utenti inattivi, ma, in prima battuta, tentare di riattivarli.

Molto probabilmente, uno dei modi più semplici per farlo consiste nel segmentare la lista isolando gli utenti attivi da quelli inattivi e inviando a ciascuno dei due gruppi contenuti diversi.

Si può però anche essere anche più sofisticati.

Per esempio, inviando al gruppo degli utenti inattivi una serie di email, in un arco di tempo limitato (es. 6 mesi) e ciascuna con un contenuto diverso.

In tal modo, si può  identificare l’interesse specifico dell’utente in base al contenuto della email che ha cliccato o aperto. Tale utente potrà quindi essere inserito in un’apposita sottolista definita in base all’argomento di interesse e si potrà così fare in modo che i successivi invii contengano argomenti per lui interessanti.

Un modo, oltretutto, per ridurre la probabilità che l’utente ritorni inattivo!

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