Brand e Facebook: grande impulso al sell-out grazie ai coupon digitali

– I fan aumentano del 250%

– Il 70% dei nuovi fan si registra e stampa il coupon

– Il 20% dei coupon stampati viene redento sul punto vendita.

Sono questi i principali risultati che balzano agli occhi leggendo il primo report di Kiwari dedicato alle performance delle campagne di ecoupon su Facebook, condotte nel 2012 per tre importanti clienti italiani del settore food:  BuonMercato Facebook eCoupon Metrics 2013.

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L’uso dei coupon, storicamente, è stato caratterizzato, in prevalenza, da offerte mirate a sollecitare il riacquisto del medesimo prodotto (coupon presente sulla confezione acquistata) e da iniziative promosse dalle grandi catene della GDO per la fidelizzazione dei clienti al PV, più che al prodotto specifico.

A partire dall’ultimo anno,  tuttavia, si assiste ad un cambiamento sempre più marcato del paradigma: si va sempre di più verso la proposizione di coupon personalizzati e dedicati al prodotto, veicolati digitalmente, che lasciano al consumatore finale la possibilità di riscuotere il proprio buono sconto sul PV preferito. Il boom, molto probabilmente, è dovuto anche all’effetto del periodo recessivo con conseguente maggiore attenzione alle offerte promozionali.

Inoltre, aziende e consumatori stanno concentrando il proprio interesse nell’arena dei social network, ed in particolare

di Facebook dove 14 milioni di italiani transitano ogni giorno, secondo i dati più recenti.

Questo primo report a cura di Kiwari presenta le evidenze raccolte su tre Case History relative a campagne di eCoupon proposte sulle Fan Page di prodotto di tre grandi brand del food, osservando e misurando i più importanti KPI (Key Performance Indicators).

In particolare, lo studio misura i risultati delle campagne in relazione ai principali obiettivi di marketing che è possibile perseguire su Facebook:

  • Recognition – incrementare il numero di Fan, sfruttare i meccanismi di viralità di Facebook per comunicare il brand e diffondere la promozione
  • Interest – creare/arricchire il database consumatori con i Fan, per contatti successivi in modalità ‘push’
  • Intention to buy – tracciamento delle azioni del consumatore relative all’eCoupon: dalla stampa alla redemption
  • Purchase – impatto diretto sul sell-out del prodotto dell’iniziativa e dell’investimento aziendale sul canale digitale (ROI)

Lo studio ha analizzato tre attività di ecouponing realizzate su Facebook con la piattaforma BuonMercato di Kiwari. Le tre case history sono omogenee sotto il profilo merceologico, ma con posizionamenti diversi su Facebook per numero di fan iniziali (prima della campagna). L’effetto delle attività in tutti e tre i casi è stato dirompente in relazione a tutti gli obiettivi di marketing.

Infatti, oltre ai tre key findings citati in apertura,  emerge anche che  i buoni in formato digitale consentono di ridurre drasticamente i costi di distribuzione (inferiori del 70% rispetto ai coupon tradizionali) e di avere tempi di distribuzione e fruizione estremamente rapidi (6 giorni in media tra inizio campagna e redemption). Infine non è da sottovalutare il fatto che la natura digitale delle campagne di ecouponing consente anche di ottenere una reportistica in tempo reale dell’andamento della campagna.

Scarica il report BuonMercato Facebook eCoupon Metrics 2013 >>

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Integrare Social Network e Email Marketing: osmosi perfetta per una strategia vincente

Integrazione tra Email Marketing e Social Network marketingSocial Media e Email Marketing sono senza dubbio i due strumenti più efficaci (e più utilizzati) per fare Direct Marketing.

Mentre il primo consente di creare un dialogo con gli utenti e presenta una forte componente “pull”, il secondo, pur essendo tipicamente “push” ha il vantaggio di poter essere personalizzato tanto da prestarsi a campagne 1 to 1.

La compatibilità dei due strumenti è a nostro avviso talmente “perfetta”  che le sinergie generate possono garantire ottimi livelli di successo.

Come ottenere il massimo dell’efficienza da questa integrazione?

1 – Includere nell’email le icone dei Social Networks

Sebbene appaia ovvio, sottolinearne l’importanza non è mai abbastanza. I sottoscrittori della nostra newsletter potrebbero non essere ancora “fan” della nostra pagina su Facebook o nostri “follower” su Twitter. Spingerli a diventarlo, consente di instaurare con loro un “dialogo”, aumentando così il livello potenziale di fidelizzazione.

2 – Chiedere agli utenti di condividere l’email sui Social Network

Un like, un tweet o una segnalazione su Linked in o su Pinterest della nostra email potrebbe generare un ciclo virale utile a raccogliere nuovi prospect o, quantomeno, ad aumentare la nostra brand awareness. L’invito a farlo, può andare da un tradizionale “Condividi”, fino ad assumere toni ironici (se il brand lo consente) come per esempio “Sparla di noi”.

3 – Inviare una campagna email dedicata

Ci sono situazioni in cui bottoni e link che portano ai propri Social Network non sono sufficienti a generare risultati soddisfacenti. In tali casi, soprattutto se ci si rivolge ad una lista di recente costituzione oppure se la nostra presenza sui SN è recente, può essere molto utile inviare alle liste una email dedicata, magari focalizzata sulla registrazione ad un SN specifico. L’email naturalmente dovrebbe spiegare bene all’utente di quali benefici potrebbe godere o, più in generale, in cosa consiste la specificità della nostra presenza su quel Social rispetto agli altri mezzi che utilizziamo per comunicare.

4 – Promettere incentivi

Un rafforzativo di quanto sopra consiste nel fornire incentivi all’iscrizione presso un nostro SN. Per esempio fornire un coupon in seguito al “mi Piace” sulla nostra pagina Facebook. Tuttavia, non necessariamente, bisogna promettere incentivi economici.  Si può far leva su riconoscimenti intangibili come, per esempio, citare sulla newsletter, sul sito o su un altro medium (se siete un Editore) l’utente che condivide più post su Facebook.

5 – Promuovere l’iscrizione alla newsletter attraverso i Social Network

Naturalmente, vale anche l’inverso rispetto ai punti precedenti. Se l’opportunità è di trasformare la base di fan o follower su Facebook o Twitter in utenti registrati, i Social Network possono essere utilizzati per spingere all’iscrizione. Con diversi mezzi: post o tweet periodici che illustrino i vantaggi dell’iscrizione alla newsletter, pubblicazione di post relativi alla newsletter appena inviata, ecc..

6 – Includere nell’email i Tweet dei follower

Un altro modo molto efficace per integrare email e, in questo caso, Twitter, è di includere nell’email un Tweet particolarmente interessante postato da un nostro follower. Oltre al tweet, va aggiunto il pulsante che consenta agli altri utenti di “ritwittare” il post.

7 – Creare un form di registrazione su Facebook

Facebook consente di creare form di registrazione da includere come applicazioni nella propria pagina. Ci sono vari modi per farlo, dall’utilizzo di applicazioni personalizzabili di sviluppatori (gratis o a pagamento a seconda della complessità) a realizzazioni in proprio sfruttando il sistema Open Graph proprietario di Facebook. Il vantaggio di avere un tab dedicato all’iscrizione alla newsletter risiede nella “vicinanza” dell’azione: se l’utente sta visitando la nostra fan page, si può iscrivere alla newsletter rimanendo nello stesso ecosistema (Facebook), senza cioè dover necessariamente uscire verso un sito esterno.

8 –Registrazione via SMS

Qui non si parla in effetti di Social Network ma di User Experience. Se per la natura del proprio prodotto o servizio il contatto più frequente con l’utente è proprio… tramite il prodotto,  il modo più diretto ed efficace per spingere l’utente a registrarsi non è di rimandarlo ad un sito o a un social network. E’ di fargli mandare un SMS. Sul package del prodotto, per esempio, si può stampare l’invito a registrarsi scrivendo il proprio indirizzo email e inviando l’SMS al numero indicato. Se non si vuole far pagare l’utente, non si tratta certo di una modalità a costo zero, ma, in funzione di come incentiviamo la registrazione e di quanto questa vale per noi, può essere estremamente efficace.

Conclusione

Abbiamo dimostrato che, in funzione degli obiettivi di marketing, i due mezzi, email marketing e social network marketing, non solo sono compatibili, ma sono sinergici.

Che ne pensate? Avete esempi di integrazione da condividere? Hanno avuto successo? Vi vengono in mente o avete utilizzato altre tattiche oltre a quelle elencate? Se volete condividerle con i lettori di Kiwari Blog il box dei commenti è a vostra disposizione!

Quanto devono essere interattive le campagne di email marketing?

Interazione nelle campagne di email marketingUn contenuto congruo con le aspettative e l’interesse dei membri delle nostre liste è sicuramente il presupposto per il successo di una campagna di email marketing. Presupposto necessario ma non sempre sufficiente. Gli utenti infatti, sempre più spesso, amano sentirsi coinvolti, amano quindi “interagire” con chi sollecita la loro attenzione. Di conseguenza, per ottimizzare l’efficacia di una campagna, può essere un’ottima idea portare all’interno dell’email elementi che spingano all’interazione.

Tuttavia, stimolare l’interattività con successo non significa inviare brutalmente l’utente su una pagina web. Significa invece fare in modo che l’utente interagisca direttamente all’interno della email.

Per questo motivo alcune modalità per sollecitare l’interattività funzionano bene mentre altre andrebbero utilizzate con cautela o non utilizzate tout-court.

1. Sondaggi

[da utilizzare] I sondaggi non portano via molto spazio nell’ergonomia del messaggio, e, al contrario, sono un ottimo stimolo all’interazione. Gli utenti infatti si sentono spesso ingaggiati da una domanda in cui si richieda la loro opinione, soprattutto se la risposta non comporta troppi sforzi di tempo né di pensiero e, a maggior ragione, se il risultato finale del sondaggio li può interessare.

In questo caso sarebbe ottimale configurare l’email in modo che si possa votare dal messaggio stesso  e poi essere rediretti su una pagina web per visualizzare il risultato.

2. Video e Chat

[da non utilizzare] Video e chat sono ottimi strumenti in assoluto, ma non all’interno di un messaggio email. I video hanno un tempo di latenza prima di caricarsi e, come ben si sa, il tempo a disposizione per ingaggiare l’utente è di pochissimi secondi. Vedere uno schermo nero per più di 1-2 secondi all’interno del messaggio potrebbe ottenere l’effetto di allontanare l’utente.

Lo stesso problema si verifica anche con le chat. Se si vuole dare l’opportunità al lettore di chattare con un operatore , allora è meglio offrirgli un link e fare in modo che ciò avvenga da una pagina web piuttosto che da un messaggio email.

Social Media Sharing

[da utilizzare] Fondamentale. La gente ama condividere con amici, conoscenti o colleghi gli spunti interessanti o divertenti trovati sul web. E’ quindi estremamente utile  posizionare nella propria campagna email i pulsanti per la condivisione del contenuto, tipicamente su Facebook, Twitter e LInkedIn (ma recentemente anche Google+ alla luce del fatto che, con le ultime versioni del proprio algoritmo, Google tende a privilegiare le pagine che siano state condivise sul suo Social Network). In questo caso il vostro ESP deve essere in grado di pubblicare l’email automaticamente su una pagina web la quale possa essere così linkata nelle condivisioni e raggiunta da altri utenti.

4. Infografica

[dipende] In generale si potrebbe dire che l’infografica è certamente un ottimo strumento di ingaggio. Secondo Jungle Minds Digital Consultancy, l’87% dei lettori che vedono un’infografica leggono anche il testo di accompagnamento, contro il 41% nel caso di pagine ordinarie.

Inserire un’infografica in un messaggio email, tuttavia, funziona se l’immagine è semplice e leggera e non ci mette quindi troppo tempo ad essere scaricata né ad essere letta e compresa. Un buon compromesso potrebbe essere quello di inserire nell’email una versione ridotta dell’infografica, rimandando al sito per la versione completa.

5. Redirigere l’utente su un’altra pagina per interagire

[da non utilizzare] Se non è possibile fare in modo che l’utente interagisca direttamente dall’email (es. per un sondaggio lungo), la cosa più sbagliata spingere l’utente a cliccare per farlo partecipare e poi, dalla landing page, farlo cliccare un’altra volta. La gente ama interagire, ma non abbastanza da essere costretta a cercarsi la pagina giusta (o a perdere troppo tempo) per farlo.

In conclusione

Come dicevamo all’inizio, la condizione necessaria per una campagna email di successo è il contenuto. L’interattività è un additivo, tanto più valido quanto più strettamente connesso con la fruizione del contenuto.

Utilizzare bene i link nelle email aumenta CTR e aperture

I link aiutano a migliorare il CTRPuò sembrare banale per chi si occupa di email marketing, ma l’uso corretto dei link è una risorsa spesso sottovalutata che, invece, se utilizzata con attenzione, può consentire di migliorare anche sensibilmente i tassi di apertura e il CTR delle proprie campagne.

Ecco allora una checklist di “best practise” che può aiutare a verificare se, da questo particolare punto di vista, si sta già facendo il massimo oppure se c’è ancora spazio per migliorare.

    1. Linkare le immagini – Molti utenti sanno che l’immagine spesso cela un link. Se lo aspettano e cliccano. Se non ci sono link è un click through perso. E’ però importante curare il fatto che il link conduca ad una pagina che realmente approfondisca l’argomento introdotto dall’immagine. Quindi, sono da evitare link generici come un semplice link alla home page: l’utente potrebbe perdere interesse per il messaggio se fosse costretto a cercare la pagina giusta e non vi fosse condotto direttamente con un solo click.
    2. Usare bottoni call-to-action – Per aumentare la probabilità di ingaggiare l’utente è meglio utilizzare bottoni grafici che non link testuali puri e semplici. I bottoni non devono essere necessariamente sintetici; possono anche essere sufficientemente grandi per contenere frasi intere come per esempio: “Invita un amico per approfittare di tutti i vantaggi” o “Partecipa al sondaggio e scarica il PDF gratis”. E’ importante comunque curarne la grafica in modo che risaltino pur rimanendo coerenti con l’impianto grafico della email.
    3. Includere link “Approfondisci” – Se l’email contiene news o articoli, la cosa migliore è creare un testo introduttivo “teaser” che, insieme al titolo, riesca a catturare l’interesse dell’utente e rimandi poi al sito per approfondire  (o “leggere tutto”) l’articolo. Il vantaggio è doppio: da un lato l’email non è appesantita da testi troppo lunghi e dall’altro l’utente è incentivato a cliccare utilizzando l’email come una sorta di sommario attivo.
    4. Inserire link alle proprie pagine sui Social Network – I Social Network, se usati correttamente, sono il luogo ideale in cui gli utenti possono interagire tra di loro e con il brand. Ciascun SN presenta diverse modalità di interazione, quasi mai in concorrenza tra di loro e, dunque, vale sempre la pena di indicare tutti quelli in cui si è ritenuto di essere presenti. Per esempio:

      Si aggiunga che ogni utente è più o meno incline ad utilizzare un network piuttosto che un altro e quindi lasciare più scelte significa avere più opportunità di intercettare un reale interesse.
    5. Inserire più link possibili (senza esagerare) – Alla fine l’obiettivo è di portare l’utente sul sito. Se l’email è densa di contenuti, allora è opportuno creare più punti di accesso possibili in modo da intercettare proprio in quel momento l’interesse dell’utente ad approfondire. In ogni caso, anche se l’argomento dell’email è molto focalizzato, più link alla stessa pagina, sebbene ripetuti con canoni diversi, possono essere molto utili in quanto ciascuno di noi legge un’email in maniera diversa: c’è chi vuole scorrerla tutta e chi viene già ingaggiato dall’incipit o dalla prima immagine. C’è un limite teorico al numero di link? In realtà no, il limite è il buon senso, e cioè stare attenti a non soverchiare il lettore con un’inutile serie di ripetizioni che lo possono annoiare o addirittura spaventare. La cosa importante è fare in modo che la landing page in fondo ad ogni link sia coerente con la promessa fatta all’utente nell’invitarlo a cliccare. Con due vantaggi:
  • Rassicurazione e conseguente fidelizzazione dell’utente
  • Riduzione del rischio di finire in anti-spam

Trasformare i contatti in consumatori con gli eCoupon

La competizione intensa  e il  grande sviluppo di offerte sul territorio rendono  sempre più difficile e costoso trovare leve efficaci per portare Clienti e Prospect sui punti vendita.

D’altra parte, le attività di Digital Marketing – email marketing, social networking, SEO – sono perfette per generare contatti, instaurare un rapporto con i prospect e i clienti e, quindi, per fare branding e fidelizzarli, ma come trasformare tali contatti in consumatori, portandoli sul punto vendita (e misurarlo)?

Senza soluzioni  specifiche per trasformare i contatti in visitatori dei punti vendita (e quindi in clienti), le attività di digital direct marketing delle aziende di Marca e della GDO sono necessariamente carenti.

L’eCoupon, uno degli strumenti più interessanti presenti nell’offerta di Kiwari, può essere una soluzione.

L’eCoupon è un Buono Sconto o Voucher fisico, che, veicolato digitalmente, può costituire una parte essenziale di una strategia di marketing digitale evoluta.

Permette infatti di:

  • generare Store Traffic
  • incrementare le vendite
  • attrarre nuovi consumatori
  • incoraggiare l’acquisto ripetuto
  • acquisire dati sui consumatori
  • identificare i trend d’acquisto
  • generare dati sui retailers

Inoltre, l’eCoupon è un eccellente occasione di incentivazione quando proposto in congiunzione con altri strumenti come, p.es., un sistema di questionari on-line, per acquisire informazioni e per monitorare i comportamenti dei consumatori (sia già clienti che prospect).

Quali sono i principali vantaggi rispetto ai coupon tradizionali?

  • tempi di distribuzione e fruizione estremamente rapidi (8 giorni media tra inizio campagna e redemption sul punto vendita);
  • costi di distribuzione drammaticamente inferiori ai Coupon classici;
  • strumenti per gestire e evitare il rischio di over-redemption;
  • targeting della promozione in funzione del profilo del destinatario;
  • adattamento delle condizioni e caratteristiche della promozione a campagna in corso secondo opportunità o necessità.

I coupons tradizionali, infatti, nonostante la loro notorietà e la loro diffusione, presentano degli elementi negativi, quali:

  • Costo, perché una parte considerevole dell’investimento è rappresentato dalla stampa, dalla distribuzione e dall’eventuale indirizzamento che si pagano su tutti i Buoni Sconto emessi e non solo su quelli effettivamente redenti.
  • Lentezza, perché tra il momento della decisione di iniziare una campagna e quello dell’arrivo al consumatore del Buono Sconto passano da 30 a 90 giorni.
  • Rischio perché il budget speso è anche funzione della redemption effettiva che si conosce solo alla fine del periodo di validità del buono stesso (mesi dopo)

Gli eCoupon, in sintesi,  da una lato hanno un basso impatto in termini di costi in quanto sono veicolabili attraverso la posta elettronica, dall’altro offrono la concreta possibilità di convertire semplici “contatti” in potenziali “acquirenti”  e, inoltre sono utili per acquisire nuovi clienti e contatti, fidelizzare la clientela esistente, incrementare la spesa dei clienti esistenti, integrare un piano di fidelity.

Perché Pinterest potrebbe essere interessante per il vostro business

Infografica su Pinterest
Infografica di Pinterest da Monetate

Nelle ultime due settimane, in tutto il mondo, si è parlato tantissimo di Pinterest.

Anche in Italia un sacco di gente, soprattutto gente “normale” (molto meno, sorprendentemente, gente addetta ai lavori) si è iscritta al servizio.

Stando a Biz Report nuove statistiche (americane) rivelano che Pinterest sta salendo nella classifica di chi porta più referral traffic (3,6%), come Twitter e più  di YouTube (1,05%), Reddit (0,83%) e Google+ (0,22%). V. anche l’infografica qui a fianco creata da Monetate

Ma cosa è  Pinterest ?!

E’ fondamentalmente una “bacheca sociale” (board) in cui organizzare in appositi board tematici, e poi condividere, qualunque pagina si trovi navigando su internet; basta che abbia un’immagine. Si possono seguire i board creati da altri, trovare amici che sono già qui o invitarne altri.

Recentemente, alcune aziende hanno iniziato ad usare Pinterest non solo per mostrare direttamente i propri prodotti o i propri servizi ma anche tutto ciò che  in qualche modo è ad essi correlato come modi d’uso dei prodotti, commenti degli utenti, performance di vendita, promozioni.

Ecco allora alcune semplici idee per portarsi avanti e iniziare a trarre benefici dall’utilizzo di questa nuova star del web:

  1. Creare board interessanti
    Esempio di organizzazione dei board tematici
    Esempio di organizzazione dei board tematici

    I board  tematici contengono immagini che rimandano a pagine specifiche del vostro sito. Ogni board può essere personalizzato con un titolo e va poi comunque associato ad una delle categorie standard. Tale libertà d’azione consente di presentare i contenuti in modo fantasioso e accattivante e, nello stesso tempo di essere facilemnte leggibile e interpretabile dall’utente. Come nell’esempio qui a fianco.

  2. Contenuti
    Esempio di contenuti diversi da un prodotto
    Esempio di contenuti diversi da un prodotto

    Questa è la parte divertente, non ci sono limiti. Tutto ciò che basta fare è inserire la URL di una pagina del proprio sito. Se è una pagina di prodotto l’effetto è immediato: apparirà la foto del prodotto linkata alla relativa pagina del vostro sito. Se offrite un servizio, non c’è problema: l’immagine che Pinterest cattura può essere qualunque icona, immagine, grafica, che voi stessi abbiate correlato al vostro servizio. Guardate in questo esempio il board “Siri comments”

  3. Condividete! – In un’apposita sezione di Pinterest, goodies, sono a disposizione bottoni da inserire sul proprio blog o sito per consentire di fare Pin facilmente (un po’ come il “Mi piace” di Facebook). Per esempio, WordPress l’ha già fatto: in fondo a questo post trovate il bottone Pin per condividerlo sui vostri board (fatelo mi raccomando!)
  4. Mashup – Utilizzare Facebook e Twitter per aumentare la diffusione del vostro Pin board è un’altra tattica utile. Pinterest vi consente di farlo in automatico collegando a un board il feed RSS dei vostri contenuti.
    Ma anche le vostre newsletter sono un veicolo perfetto: spingere il vostro recipient a condividere il contenuto della newsletter sul proprio Pin board vi consente di aumentarne l’effetto virale.