Inviare email personalizzate basate sulle wish-list. Un modo per aumentare ingaggio e conversioni

Wish list e email marketingLe wish-list sono uno strumento molto potente per consolidare il traffico del sito, incoraggiare l’ingaggio degli utenti e aumentare i ricavi. Inoltre, forse ancora più importante, consentono di raccogliere informazioni sui clienti/utenti che possono rivelarsi utilissime per l’invio di messaggi sempre più rilevanti.

Molti retailer offrono questa funzionalità ai propri utenti e la promuovono via email, ma pochissimi ancora utilizzano i dati che di fatto i clienti forniscono con le loro scelte per inviare email altamente “targettizzate” e, quindi, suscettibili di alti tassi di apertura e di conversione.

Di seguito proponiamo alcuni esempi di campagne in grado di utilizzare al meglio i dati mutuati dalle wish list. La costruzione di tali campagne presuppone naturalmente strumenti di email marketing adeguati a gestire liste mobili e contenuti dinamici in modo da minimizzare l’effort del marketing.

  • Creare campagne personalizzate che includano raccomandazioni basate sugli articoli che l’utente ha aggiunto alla propria wish list. Per esempio, la presenza di promozioni, la possibilità di acquistare prodotti correlati, la segnalazione di “chi ha visto/comprato questo ha visto/comprato anche…”
  • Inviare messaggi per informare che il prodotto in wish-list, momentaneamente fuori stock, è tornato disponibile
  • Al contrario, segnalare che il prodotto in wish-list sta per andare fuori stock
  • Inviare notifiche, anche dopo molto tempo, che il prodotto incluso nella wish-list beneficia di uno sconto o è in saldo.
  • Per incentivare coloro che da tempo non acquistano, se le caratteristiche del proprio settore lo consentono, ci si può perfino a spingere  a creare una promozione ad hoc su uno degli articolo inclusi nella wish-list
  • Invitare l’utente, in prossimità di una ricorrenza festiva generale o di una personale (il compleanno…) a condividere la propria wish-list con parenti e amici. L’invito può essere ulteriormente incentivato includendo un coupon che parenti e amici possono utilizzare per propri acquisti. In aggiunta o in alternativa, il coupon può essere concesso all’utente stesso come premio per ogni condivisione della propria wish-list
  • In ogni caso, le preferenze espresse nella wish-list, possono anche essere utilizzate per personalizzare dinamicamente una campagna promozionale standard, evidenziando per esempio il prodotto “desiderato” come strillo principale della email (se, naturalmente, è un prodotto incluso tra quelli che si vogliono promuovere)

Le informazioni che possono essere rilevate dall’utilizzo delle wish-list sono in effetti moltissime e altrettanti i modi con cui sfruttarle al meglio per l’email marketing. Peraltro, l’invio di messaggi così personalizzati costituisce sicuramente un modo per generare alti livelli di ingaggio (aperture, traffico ecc) e di conversione (vendite).

Vale dunque la pena di attivare questo tipo di iniziativa? E in quali casi secondo voi?

Come migliorare la redemption dell’email marketing con i video

Video e Email MarketingIl progresso della tecnologia di rete e la diffusione di tablet e smartphone, hanno ormai reso l’accesso ai video online estremamente agevole. A questo si aggiungano l’abitudine sempre maggiore degli utenti al social sharing e il fatto che YouTube è accreditato come secondo motore di ricerca, dopo Google.

Ma mentre i benefici del video marketing sono tipicamente legati alla brand awareness e all’ingaggio dell’audience, il potenziale dei video può essere applicato anche all’email marketing con la finalità di aggiungere spessore e quindi valore e alle campagne.

In un recente studio di Experian Marketing Services, includere semplicemente la parola video nell’oggetto incrementa il CTR dal 7 al 13%. Lo studio mostra inoltre che le campagne con un video “embeddato” presentano un tasso di conversione medio superiore del 21% rispetto alle omologhe campagne “normali”.

Ma i numeri da soli non sono sufficienti a spiegare tutti i vantaggi. L’utilizzo dei video consente di definire una varietà di campagne email e di strategie alternative. Attraverso gli analytics di un video infatti si possono ottenere dati particolarmente significativi sul comportamento degli utenti relativamente alla campagna, dati che i normali report non possono dare. Per esempio: non solo il singolo click, ma anche il tasso di ingaggio e il tasso di retention di chi guarda il video.

Di seguito, ecco alcune idee per massimizzare l’utilizzo dei video nelle email.

Webinar

I webinar o gli eventi virtuali, sono ottimi strumenti per affermare la propria autorità in un settore, oltre ovviamente a generare nuovi lead. Per incoraggiare un maggior numero di utenti a partecipare, si possono utilizzare brevi trailer del webinar. Si tratta di video di 2 o 3 minuti che includono anticipazioni sui relatori o sugli esperti che parteciperanno all’evento. Inoltre, dopo la sua conclusione, il live webinar può essere messo a disposizione on demand per estenderne la vita utile. In tal caso, il video da inviare vial email può contenere un montaggio di stralci degli interventi.

Segmentazione del target

Il tipo di contenuto può essere personalizzato in funzione del target di riferimento, p.es. per settore verticale, ruolo aziendale, interessi personali ecc.. Il video consente di variare il messaggio e di comunicarlo in maniera molto più diretta e rapida rispetto a quanto si può ottenere con i classici comunicati stampa.

Clienti come testimonial

Spesso si usano le testimonianze di clienti soddisfatti per agganciarne di nuovi. Ma, sebbene le testimonianze scritte e le citazioni siano ottimi strumenti, la possibilità di vedere e sentire direttamente la soddisfazione del cliente aggiunge molta credibilità al messaggio.

Utilizzare questo tipo di video in una campagna email può essere molto utile nel caso in cui ci si rivolga ad un’utenza che abbia già manifestato interesse e che sia in qualche misura omogenea, in termini di target, al testimonial.

Follow-up sui prospect

Fare leva sui video per catturare ulteriormente l’attenzione di un potenziale cliente, può essere una valida integrazione al proprio programma di email marketing abituale. I casi d’uso possono essere svariati. Si può inviare una risposta automatica dopo la registrazione con un video che illustra il funzionamento del servizio oppure i vantaggi di acquistare il prodotto dopo averlo provato. Oppure si può estenderne l’uso anche a casi 1to1; per esempio, dopo un meeting con il prospect, inviargli un video messaggio personalizzato per sintetizzare i punti emersi nella riunione.

La tecnologia consente oggi di creare video molto facilmente. Le presentazioni in PowerPoint possono essere convertite in video arricchiti da un commento orale. Poiché il tasso di risposta ad una email con video tende comunque ad essere molto più alto, può valer la pena di adottare questa strategia, tenendo peraltro conto che è tanto più valida quanto più venga utilizzata verso la fine del ciclo di vendita.

Certo, questi sono solo alcuni esempi di come combinare l’utilizzo di video ed email per aggiungere valore e creare utili sinergie.

Avete altri esempi? Fateceli conoscere scrivendo qui sotto nei commenti!

Integrare Social Network e Email Marketing: osmosi perfetta per una strategia vincente

Integrazione tra Email Marketing e Social Network marketingSocial Media e Email Marketing sono senza dubbio i due strumenti più efficaci (e più utilizzati) per fare Direct Marketing.

Mentre il primo consente di creare un dialogo con gli utenti e presenta una forte componente “pull”, il secondo, pur essendo tipicamente “push” ha il vantaggio di poter essere personalizzato tanto da prestarsi a campagne 1 to 1.

La compatibilità dei due strumenti è a nostro avviso talmente “perfetta”  che le sinergie generate possono garantire ottimi livelli di successo.

Come ottenere il massimo dell’efficienza da questa integrazione?

1 – Includere nell’email le icone dei Social Networks

Sebbene appaia ovvio, sottolinearne l’importanza non è mai abbastanza. I sottoscrittori della nostra newsletter potrebbero non essere ancora “fan” della nostra pagina su Facebook o nostri “follower” su Twitter. Spingerli a diventarlo, consente di instaurare con loro un “dialogo”, aumentando così il livello potenziale di fidelizzazione.

2 – Chiedere agli utenti di condividere l’email sui Social Network

Un like, un tweet o una segnalazione su Linked in o su Pinterest della nostra email potrebbe generare un ciclo virale utile a raccogliere nuovi prospect o, quantomeno, ad aumentare la nostra brand awareness. L’invito a farlo, può andare da un tradizionale “Condividi”, fino ad assumere toni ironici (se il brand lo consente) come per esempio “Sparla di noi”.

3 – Inviare una campagna email dedicata

Ci sono situazioni in cui bottoni e link che portano ai propri Social Network non sono sufficienti a generare risultati soddisfacenti. In tali casi, soprattutto se ci si rivolge ad una lista di recente costituzione oppure se la nostra presenza sui SN è recente, può essere molto utile inviare alle liste una email dedicata, magari focalizzata sulla registrazione ad un SN specifico. L’email naturalmente dovrebbe spiegare bene all’utente di quali benefici potrebbe godere o, più in generale, in cosa consiste la specificità della nostra presenza su quel Social rispetto agli altri mezzi che utilizziamo per comunicare.

4 – Promettere incentivi

Un rafforzativo di quanto sopra consiste nel fornire incentivi all’iscrizione presso un nostro SN. Per esempio fornire un coupon in seguito al “mi Piace” sulla nostra pagina Facebook. Tuttavia, non necessariamente, bisogna promettere incentivi economici.  Si può far leva su riconoscimenti intangibili come, per esempio, citare sulla newsletter, sul sito o su un altro medium (se siete un Editore) l’utente che condivide più post su Facebook.

5 – Promuovere l’iscrizione alla newsletter attraverso i Social Network

Naturalmente, vale anche l’inverso rispetto ai punti precedenti. Se l’opportunità è di trasformare la base di fan o follower su Facebook o Twitter in utenti registrati, i Social Network possono essere utilizzati per spingere all’iscrizione. Con diversi mezzi: post o tweet periodici che illustrino i vantaggi dell’iscrizione alla newsletter, pubblicazione di post relativi alla newsletter appena inviata, ecc..

6 – Includere nell’email i Tweet dei follower

Un altro modo molto efficace per integrare email e, in questo caso, Twitter, è di includere nell’email un Tweet particolarmente interessante postato da un nostro follower. Oltre al tweet, va aggiunto il pulsante che consenta agli altri utenti di “ritwittare” il post.

7 – Creare un form di registrazione su Facebook

Facebook consente di creare form di registrazione da includere come applicazioni nella propria pagina. Ci sono vari modi per farlo, dall’utilizzo di applicazioni personalizzabili di sviluppatori (gratis o a pagamento a seconda della complessità) a realizzazioni in proprio sfruttando il sistema Open Graph proprietario di Facebook. Il vantaggio di avere un tab dedicato all’iscrizione alla newsletter risiede nella “vicinanza” dell’azione: se l’utente sta visitando la nostra fan page, si può iscrivere alla newsletter rimanendo nello stesso ecosistema (Facebook), senza cioè dover necessariamente uscire verso un sito esterno.

8 –Registrazione via SMS

Qui non si parla in effetti di Social Network ma di User Experience. Se per la natura del proprio prodotto o servizio il contatto più frequente con l’utente è proprio… tramite il prodotto,  il modo più diretto ed efficace per spingere l’utente a registrarsi non è di rimandarlo ad un sito o a un social network. E’ di fargli mandare un SMS. Sul package del prodotto, per esempio, si può stampare l’invito a registrarsi scrivendo il proprio indirizzo email e inviando l’SMS al numero indicato. Se non si vuole far pagare l’utente, non si tratta certo di una modalità a costo zero, ma, in funzione di come incentiviamo la registrazione e di quanto questa vale per noi, può essere estremamente efficace.

Conclusione

Abbiamo dimostrato che, in funzione degli obiettivi di marketing, i due mezzi, email marketing e social network marketing, non solo sono compatibili, ma sono sinergici.

Che ne pensate? Avete esempi di integrazione da condividere? Hanno avuto successo? Vi vengono in mente o avete utilizzato altre tattiche oltre a quelle elencate? Se volete condividerle con i lettori di Kiwari Blog il box dei commenti è a vostra disposizione!

Quanto devono essere interattive le campagne di email marketing?

Interazione nelle campagne di email marketingUn contenuto congruo con le aspettative e l’interesse dei membri delle nostre liste è sicuramente il presupposto per il successo di una campagna di email marketing. Presupposto necessario ma non sempre sufficiente. Gli utenti infatti, sempre più spesso, amano sentirsi coinvolti, amano quindi “interagire” con chi sollecita la loro attenzione. Di conseguenza, per ottimizzare l’efficacia di una campagna, può essere un’ottima idea portare all’interno dell’email elementi che spingano all’interazione.

Tuttavia, stimolare l’interattività con successo non significa inviare brutalmente l’utente su una pagina web. Significa invece fare in modo che l’utente interagisca direttamente all’interno della email.

Per questo motivo alcune modalità per sollecitare l’interattività funzionano bene mentre altre andrebbero utilizzate con cautela o non utilizzate tout-court.

1. Sondaggi

[da utilizzare] I sondaggi non portano via molto spazio nell’ergonomia del messaggio, e, al contrario, sono un ottimo stimolo all’interazione. Gli utenti infatti si sentono spesso ingaggiati da una domanda in cui si richieda la loro opinione, soprattutto se la risposta non comporta troppi sforzi di tempo né di pensiero e, a maggior ragione, se il risultato finale del sondaggio li può interessare.

In questo caso sarebbe ottimale configurare l’email in modo che si possa votare dal messaggio stesso  e poi essere rediretti su una pagina web per visualizzare il risultato.

2. Video e Chat

[da non utilizzare] Video e chat sono ottimi strumenti in assoluto, ma non all’interno di un messaggio email. I video hanno un tempo di latenza prima di caricarsi e, come ben si sa, il tempo a disposizione per ingaggiare l’utente è di pochissimi secondi. Vedere uno schermo nero per più di 1-2 secondi all’interno del messaggio potrebbe ottenere l’effetto di allontanare l’utente.

Lo stesso problema si verifica anche con le chat. Se si vuole dare l’opportunità al lettore di chattare con un operatore , allora è meglio offrirgli un link e fare in modo che ciò avvenga da una pagina web piuttosto che da un messaggio email.

Social Media Sharing

[da utilizzare] Fondamentale. La gente ama condividere con amici, conoscenti o colleghi gli spunti interessanti o divertenti trovati sul web. E’ quindi estremamente utile  posizionare nella propria campagna email i pulsanti per la condivisione del contenuto, tipicamente su Facebook, Twitter e LInkedIn (ma recentemente anche Google+ alla luce del fatto che, con le ultime versioni del proprio algoritmo, Google tende a privilegiare le pagine che siano state condivise sul suo Social Network). In questo caso il vostro ESP deve essere in grado di pubblicare l’email automaticamente su una pagina web la quale possa essere così linkata nelle condivisioni e raggiunta da altri utenti.

4. Infografica

[dipende] In generale si potrebbe dire che l’infografica è certamente un ottimo strumento di ingaggio. Secondo Jungle Minds Digital Consultancy, l’87% dei lettori che vedono un’infografica leggono anche il testo di accompagnamento, contro il 41% nel caso di pagine ordinarie.

Inserire un’infografica in un messaggio email, tuttavia, funziona se l’immagine è semplice e leggera e non ci mette quindi troppo tempo ad essere scaricata né ad essere letta e compresa. Un buon compromesso potrebbe essere quello di inserire nell’email una versione ridotta dell’infografica, rimandando al sito per la versione completa.

5. Redirigere l’utente su un’altra pagina per interagire

[da non utilizzare] Se non è possibile fare in modo che l’utente interagisca direttamente dall’email (es. per un sondaggio lungo), la cosa più sbagliata spingere l’utente a cliccare per farlo partecipare e poi, dalla landing page, farlo cliccare un’altra volta. La gente ama interagire, ma non abbastanza da essere costretta a cercarsi la pagina giusta (o a perdere troppo tempo) per farlo.

In conclusione

Come dicevamo all’inizio, la condizione necessaria per una campagna email di successo è il contenuto. L’interattività è un additivo, tanto più valido quanto più strettamente connesso con la fruizione del contenuto.

L’email marketing può aiutare le PMI a crescere. Soprattutto in tempi di crisi.

Email marketing per le PMILe attività di email marketing sono tuttora  tra le preferite nell’ideale marketing mix di molte grandi aziende. Ma anche le PMI, che non abbiano grandi budget o un piccolo esercito di esperti a disposizione, possono trarne considerevoli vantaggi. Tenendo conto, naturalmente, di alcuni accorgimenti che consentano di ottimizzare le risorse disponibili.

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Incrementare la lista dei contatti

La prima cosa su cui una PMI si deve focalizzare, ed anche la più impegnativa, è incrementare la lista dei propri contatti. Purtroppo non ci sono scorciatoie, ma solo grande pazienza e perseveranza. Tuttavia, è possibile massimizzare le probabilità di registrazione, facendo in modo che l’invito a iscriversi sia sollecitato ovunque la PMI entri in contatto con prospect e clienti: punti vendita, call center, sito web, social media. Per alcuni settori, può essere utile offrire incentivi come l’accesso a offerte speciali o coupon da esercitare in seguito alla registrazione. Mentre per altri, p.es. B2B, l’incentivo può consistere nell’offrire un “white paper” o comunque un contenuto a valore aggiunto.

Inoltre, per massimizzare la retention, è fondamentale, dopo la registrazione, inviare un messaggio di benvenuto in cui sottolineare cosa l’utente si può aspettare dal brand e dalle successive email che riceverà. Il messaggio di benvenuto è un po’ come l’accoglienza che il cliente riceve (o dovrebbe ricevere) quando entra in un negozio o telefona a un call center.

Frequenza di invio

Individuare la corretta frequenza con cui si inviano email e newsletter è un elemento cruciale per il successo. Un abuso della frequenza può significare la perdita dell’utente fino a , in casi estremi, creare  persino un danno all’immagine dell’azienda. Lo scenario peggiore, infatti, si verifica quando si ottiene dall’utente il permesso di raggiungerlo con l’invio di email, ma l’eccessiva frequenza delle campagne spinge l’utente a disiscriversi.

La frequenza ottimale è funzione di ciò che si ha veramente da comunicare e che, soprattutto, sia percepito dall’utente come utile o interessante. In ogni caso, a meno che non sia abbiano delle ragioni molto specifiche, è consigliabile effettuare da 1 a 4 invii al mese. Meno di un invio potrebbe causare l’effetto opposto: l’utente si dimentica del brand.

Mobile

Non si può più non tenere conto della diffusione di smartphone e tablet. Nielsen rileva che circa la metà del tempo speso su uno smartphone è utilizzato per leggere e scrivere email. E’ quindi necessario focalizzare la propria attenzione su questo fenomeno, tenendone conto sia per quanto riguarda la strategia di comunicazione che per la struttura tecnica (coding)  in cui si costruisce l’email.

Inoltre, l’oggetto della email diventa ancora più rilevante dal momento che, su uno smartphone, un testo banale o non allettante ha più probabilità di indurre l’immediata cancellazione del messaggio. L’obiettivo è naturalmente, che il messaggio non solo non sia subito eliminato, ma anche che sia aperto, letto, ed eventualmente che sia seguito da un’azione.

Per ogni campagna, vanno presi anche altri semplici accorgimenti che, peraltro, si adattano a qualsiasi dimensione di business:

  1. Personalizzare l’email il più possibile
  2. Controllare le metriche per capire come indirizzare meglio le successive campagne.
  3. Essere consci che la creatività per una email è molto diversa da quella che si adotta per una pagina web
  4. Se il marchio è conosciuto va utilizzato nell’oggetto. Inoltre, se l’imprenditore è conosciuto, è consigliabile che sia lui stesso ad essere il soggetto che invia l’email
  5. E’ fondamentale fare attenzione ai filtri anti-spam e, quindi, è sempre opportuno non fare invii di massa dal proprio account di posta ma rivolgersi sempre ad un ESP (Email Service Provider). Se il numero di invii è basso (diciamo fino a poche migliaia) ce ne sono molti on line che fanno invii on demand.

Un piano di email marketing ben pensato e realizzato è in grado di aiutare lo sviluppo del business e, nel contempo, generare valore per i clienti e i prospect che si sono registrati, aumentando la loro fedeltà e la propensione all’acquisto. La chiave del successo è spesso la volontà e la capacità di rispettare l’utente inviandogli messaggi significativi che presentino un valore percepibile. Da evitare quindi raffiche di invii solo quando le vendite stanno andando male…

Altro punto fondamentale è che le caselle di posta sono affollate e quindi non bisogna aver paura di essere creativi per distinguersi dalla massa.

Utilizzare bene i link nelle email aumenta CTR e aperture

I link aiutano a migliorare il CTRPuò sembrare banale per chi si occupa di email marketing, ma l’uso corretto dei link è una risorsa spesso sottovalutata che, invece, se utilizzata con attenzione, può consentire di migliorare anche sensibilmente i tassi di apertura e il CTR delle proprie campagne.

Ecco allora una checklist di “best practise” che può aiutare a verificare se, da questo particolare punto di vista, si sta già facendo il massimo oppure se c’è ancora spazio per migliorare.

    1. Linkare le immagini – Molti utenti sanno che l’immagine spesso cela un link. Se lo aspettano e cliccano. Se non ci sono link è un click through perso. E’ però importante curare il fatto che il link conduca ad una pagina che realmente approfondisca l’argomento introdotto dall’immagine. Quindi, sono da evitare link generici come un semplice link alla home page: l’utente potrebbe perdere interesse per il messaggio se fosse costretto a cercare la pagina giusta e non vi fosse condotto direttamente con un solo click.
    2. Usare bottoni call-to-action – Per aumentare la probabilità di ingaggiare l’utente è meglio utilizzare bottoni grafici che non link testuali puri e semplici. I bottoni non devono essere necessariamente sintetici; possono anche essere sufficientemente grandi per contenere frasi intere come per esempio: “Invita un amico per approfittare di tutti i vantaggi” o “Partecipa al sondaggio e scarica il PDF gratis”. E’ importante comunque curarne la grafica in modo che risaltino pur rimanendo coerenti con l’impianto grafico della email.
    3. Includere link “Approfondisci” – Se l’email contiene news o articoli, la cosa migliore è creare un testo introduttivo “teaser” che, insieme al titolo, riesca a catturare l’interesse dell’utente e rimandi poi al sito per approfondire  (o “leggere tutto”) l’articolo. Il vantaggio è doppio: da un lato l’email non è appesantita da testi troppo lunghi e dall’altro l’utente è incentivato a cliccare utilizzando l’email come una sorta di sommario attivo.
    4. Inserire link alle proprie pagine sui Social Network – I Social Network, se usati correttamente, sono il luogo ideale in cui gli utenti possono interagire tra di loro e con il brand. Ciascun SN presenta diverse modalità di interazione, quasi mai in concorrenza tra di loro e, dunque, vale sempre la pena di indicare tutti quelli in cui si è ritenuto di essere presenti. Per esempio:

      Si aggiunga che ogni utente è più o meno incline ad utilizzare un network piuttosto che un altro e quindi lasciare più scelte significa avere più opportunità di intercettare un reale interesse.
    5. Inserire più link possibili (senza esagerare) – Alla fine l’obiettivo è di portare l’utente sul sito. Se l’email è densa di contenuti, allora è opportuno creare più punti di accesso possibili in modo da intercettare proprio in quel momento l’interesse dell’utente ad approfondire. In ogni caso, anche se l’argomento dell’email è molto focalizzato, più link alla stessa pagina, sebbene ripetuti con canoni diversi, possono essere molto utili in quanto ciascuno di noi legge un’email in maniera diversa: c’è chi vuole scorrerla tutta e chi viene già ingaggiato dall’incipit o dalla prima immagine. C’è un limite teorico al numero di link? In realtà no, il limite è il buon senso, e cioè stare attenti a non soverchiare il lettore con un’inutile serie di ripetizioni che lo possono annoiare o addirittura spaventare. La cosa importante è fare in modo che la landing page in fondo ad ogni link sia coerente con la promessa fatta all’utente nell’invitarlo a cliccare. Con due vantaggi:
  • Rassicurazione e conseguente fidelizzazione dell’utente
  • Riduzione del rischio di finire in anti-spam