Chi usa i coupon digitali compra di più e spende di più. Una ricetta contro la crisi?

I coupon digitali hanno performance migliori dei coupon tradizionaliUna recente indagine di Knowledge Networks ha dimostrato quanto gli eCoupon (i coupon digitali) siano più efficaci dei coupon tradizionali (quelli già stampati che, per esempio, si trovano sui giornali o vengono racapitati a casa). Lo studio, effettuato su più di 2 milioni di consumatori USA nel corso di tre anni, ha confrontato i due tipi di coupon sulla base di quattro fattori:

–          La capacità di generare traffico sul punto vendita

–          La capacità di generare volumi incrementali

–          Il ritorno sull’investimento

–          L’età  degli “heavy users” rispetto ai “regular users

L’analisi ha confrontato i coupon digitali con quelli pre stampati rispetto a cinque categorie di prodotti di largo consumo di cui quattro relative a prodotti food e una a prodotti non food.

Ecco i principali punti emersi.

  • Gli eCoupon portano più nuovi acquirenti.
    L’indagine ha rilevato che in media il 46% dei consumatori che hanno redento eCoupon erano non-acquirenti del prodotto, rispetto al 34% di chi ha redento coupon tradizionali. In generale, i prodotti promossi con coupon digitali attraggono più nuovi acquirenti di quelli promossi con coupon tradizionali per ben il 35%.
  • La redemption degli eCoupon porta più volumi incrementali.
    Il 77% dei volumi generati dagli eCoupon è incrementale, rispetto al 68% dei volumi generati da campagne effettuate con i coupon tradizionali
  • Gli eCoupon attraggono nuove fasce di utilizzatori
    Gli eCoupon vengono utilizzati da nuovi tipi di acquirenti che non utilizzavano i coupon tradizionali (i giovani ricchi adulti e i single della “Generazione X”)
  • Aumenta l’uso degli eCoupon da parte di chi utilizza i coupon stampati
    Anche i più tradizionali utilizzatori di coupon (le famiglie di 50-60enni – i Baby boomers – e le famiglie con molti figli) utilizzano pesantemente gli eCoupon oltre ai coupon tradizionali.
  • Il ROI incrementale è a favore dei coupon tradizionali.
    L’unico dato a sfavore degli eCoupon è il fatto che il ROI, definito come rapporto tra profitto incrementale generato dalla campagna e costi della campagna stessa, è favorevole del 18% ai coupon tradizionali. Ricordiamo peraltro che in USA i costi di distribuzione dei coupon “cartacei” sono molto più bassi che in Italia.

In conclusione, lo studio sembra indicare che negli USA, nonostante i coupon tradizionali siano ancora i più utilizzati, gli eCoupon hanno redemption più elevate nonché  tassi di crescita e capacità di generare volumi addizionali molto superiori; molto probabilmente in quanto vengono utilizzati da consumatori che prima non utilizzavano coupon.

Inviare email personalizzate basate sulle wish-list. Un modo per aumentare ingaggio e conversioni

Wish list e email marketingLe wish-list sono uno strumento molto potente per consolidare il traffico del sito, incoraggiare l’ingaggio degli utenti e aumentare i ricavi. Inoltre, forse ancora più importante, consentono di raccogliere informazioni sui clienti/utenti che possono rivelarsi utilissime per l’invio di messaggi sempre più rilevanti.

Molti retailer offrono questa funzionalità ai propri utenti e la promuovono via email, ma pochissimi ancora utilizzano i dati che di fatto i clienti forniscono con le loro scelte per inviare email altamente “targettizzate” e, quindi, suscettibili di alti tassi di apertura e di conversione.

Di seguito proponiamo alcuni esempi di campagne in grado di utilizzare al meglio i dati mutuati dalle wish list. La costruzione di tali campagne presuppone naturalmente strumenti di email marketing adeguati a gestire liste mobili e contenuti dinamici in modo da minimizzare l’effort del marketing.

  • Creare campagne personalizzate che includano raccomandazioni basate sugli articoli che l’utente ha aggiunto alla propria wish list. Per esempio, la presenza di promozioni, la possibilità di acquistare prodotti correlati, la segnalazione di “chi ha visto/comprato questo ha visto/comprato anche…”
  • Inviare messaggi per informare che il prodotto in wish-list, momentaneamente fuori stock, è tornato disponibile
  • Al contrario, segnalare che il prodotto in wish-list sta per andare fuori stock
  • Inviare notifiche, anche dopo molto tempo, che il prodotto incluso nella wish-list beneficia di uno sconto o è in saldo.
  • Per incentivare coloro che da tempo non acquistano, se le caratteristiche del proprio settore lo consentono, ci si può perfino a spingere  a creare una promozione ad hoc su uno degli articolo inclusi nella wish-list
  • Invitare l’utente, in prossimità di una ricorrenza festiva generale o di una personale (il compleanno…) a condividere la propria wish-list con parenti e amici. L’invito può essere ulteriormente incentivato includendo un coupon che parenti e amici possono utilizzare per propri acquisti. In aggiunta o in alternativa, il coupon può essere concesso all’utente stesso come premio per ogni condivisione della propria wish-list
  • In ogni caso, le preferenze espresse nella wish-list, possono anche essere utilizzate per personalizzare dinamicamente una campagna promozionale standard, evidenziando per esempio il prodotto “desiderato” come strillo principale della email (se, naturalmente, è un prodotto incluso tra quelli che si vogliono promuovere)

Le informazioni che possono essere rilevate dall’utilizzo delle wish-list sono in effetti moltissime e altrettanti i modi con cui sfruttarle al meglio per l’email marketing. Peraltro, l’invio di messaggi così personalizzati costituisce sicuramente un modo per generare alti livelli di ingaggio (aperture, traffico ecc) e di conversione (vendite).

Vale dunque la pena di attivare questo tipo di iniziativa? E in quali casi secondo voi?

Come migliorare la redemption dell’email marketing con i video

Video e Email MarketingIl progresso della tecnologia di rete e la diffusione di tablet e smartphone, hanno ormai reso l’accesso ai video online estremamente agevole. A questo si aggiungano l’abitudine sempre maggiore degli utenti al social sharing e il fatto che YouTube è accreditato come secondo motore di ricerca, dopo Google.

Ma mentre i benefici del video marketing sono tipicamente legati alla brand awareness e all’ingaggio dell’audience, il potenziale dei video può essere applicato anche all’email marketing con la finalità di aggiungere spessore e quindi valore e alle campagne.

In un recente studio di Experian Marketing Services, includere semplicemente la parola video nell’oggetto incrementa il CTR dal 7 al 13%. Lo studio mostra inoltre che le campagne con un video “embeddato” presentano un tasso di conversione medio superiore del 21% rispetto alle omologhe campagne “normali”.

Ma i numeri da soli non sono sufficienti a spiegare tutti i vantaggi. L’utilizzo dei video consente di definire una varietà di campagne email e di strategie alternative. Attraverso gli analytics di un video infatti si possono ottenere dati particolarmente significativi sul comportamento degli utenti relativamente alla campagna, dati che i normali report non possono dare. Per esempio: non solo il singolo click, ma anche il tasso di ingaggio e il tasso di retention di chi guarda il video.

Di seguito, ecco alcune idee per massimizzare l’utilizzo dei video nelle email.

Webinar

I webinar o gli eventi virtuali, sono ottimi strumenti per affermare la propria autorità in un settore, oltre ovviamente a generare nuovi lead. Per incoraggiare un maggior numero di utenti a partecipare, si possono utilizzare brevi trailer del webinar. Si tratta di video di 2 o 3 minuti che includono anticipazioni sui relatori o sugli esperti che parteciperanno all’evento. Inoltre, dopo la sua conclusione, il live webinar può essere messo a disposizione on demand per estenderne la vita utile. In tal caso, il video da inviare vial email può contenere un montaggio di stralci degli interventi.

Segmentazione del target

Il tipo di contenuto può essere personalizzato in funzione del target di riferimento, p.es. per settore verticale, ruolo aziendale, interessi personali ecc.. Il video consente di variare il messaggio e di comunicarlo in maniera molto più diretta e rapida rispetto a quanto si può ottenere con i classici comunicati stampa.

Clienti come testimonial

Spesso si usano le testimonianze di clienti soddisfatti per agganciarne di nuovi. Ma, sebbene le testimonianze scritte e le citazioni siano ottimi strumenti, la possibilità di vedere e sentire direttamente la soddisfazione del cliente aggiunge molta credibilità al messaggio.

Utilizzare questo tipo di video in una campagna email può essere molto utile nel caso in cui ci si rivolga ad un’utenza che abbia già manifestato interesse e che sia in qualche misura omogenea, in termini di target, al testimonial.

Follow-up sui prospect

Fare leva sui video per catturare ulteriormente l’attenzione di un potenziale cliente, può essere una valida integrazione al proprio programma di email marketing abituale. I casi d’uso possono essere svariati. Si può inviare una risposta automatica dopo la registrazione con un video che illustra il funzionamento del servizio oppure i vantaggi di acquistare il prodotto dopo averlo provato. Oppure si può estenderne l’uso anche a casi 1to1; per esempio, dopo un meeting con il prospect, inviargli un video messaggio personalizzato per sintetizzare i punti emersi nella riunione.

La tecnologia consente oggi di creare video molto facilmente. Le presentazioni in PowerPoint possono essere convertite in video arricchiti da un commento orale. Poiché il tasso di risposta ad una email con video tende comunque ad essere molto più alto, può valer la pena di adottare questa strategia, tenendo peraltro conto che è tanto più valida quanto più venga utilizzata verso la fine del ciclo di vendita.

Certo, questi sono solo alcuni esempi di come combinare l’utilizzo di video ed email per aggiungere valore e creare utili sinergie.

Avete altri esempi? Fateceli conoscere scrivendo qui sotto nei commenti!