I vantaggi del couponing digitale: intervista a Marco Rivosecchi [video]

L’uscita del “BuonMercato Facebook eCoupon Metrics 2013“, che presenta le metriche complete relative all’inserimento nella Fan Page della marca di offerte di buoni sconti in tre case di aziende operanti nel settore Food, ha generato grandissimo interesse sia presso le Marche che presso la GDO.

AdvExpress ha intervistato Marco Rivosecchi, AD e fondatore di Kiwari.

Brand e Facebook: grande impulso al sell-out grazie ai coupon digitali

– I fan aumentano del 250%

– Il 70% dei nuovi fan si registra e stampa il coupon

– Il 20% dei coupon stampati viene redento sul punto vendita.

Sono questi i principali risultati che balzano agli occhi leggendo il primo report di Kiwari dedicato alle performance delle campagne di ecoupon su Facebook, condotte nel 2012 per tre importanti clienti italiani del settore food:  BuonMercato Facebook eCoupon Metrics 2013.

ecoupon-facebook-brand-sell-out

L’uso dei coupon, storicamente, è stato caratterizzato, in prevalenza, da offerte mirate a sollecitare il riacquisto del medesimo prodotto (coupon presente sulla confezione acquistata) e da iniziative promosse dalle grandi catene della GDO per la fidelizzazione dei clienti al PV, più che al prodotto specifico.

A partire dall’ultimo anno,  tuttavia, si assiste ad un cambiamento sempre più marcato del paradigma: si va sempre di più verso la proposizione di coupon personalizzati e dedicati al prodotto, veicolati digitalmente, che lasciano al consumatore finale la possibilità di riscuotere il proprio buono sconto sul PV preferito. Il boom, molto probabilmente, è dovuto anche all’effetto del periodo recessivo con conseguente maggiore attenzione alle offerte promozionali.

Inoltre, aziende e consumatori stanno concentrando il proprio interesse nell’arena dei social network, ed in particolare

di Facebook dove 14 milioni di italiani transitano ogni giorno, secondo i dati più recenti.

Questo primo report a cura di Kiwari presenta le evidenze raccolte su tre Case History relative a campagne di eCoupon proposte sulle Fan Page di prodotto di tre grandi brand del food, osservando e misurando i più importanti KPI (Key Performance Indicators).

In particolare, lo studio misura i risultati delle campagne in relazione ai principali obiettivi di marketing che è possibile perseguire su Facebook:

  • Recognition – incrementare il numero di Fan, sfruttare i meccanismi di viralità di Facebook per comunicare il brand e diffondere la promozione
  • Interest – creare/arricchire il database consumatori con i Fan, per contatti successivi in modalità ‘push’
  • Intention to buy – tracciamento delle azioni del consumatore relative all’eCoupon: dalla stampa alla redemption
  • Purchase – impatto diretto sul sell-out del prodotto dell’iniziativa e dell’investimento aziendale sul canale digitale (ROI)

Lo studio ha analizzato tre attività di ecouponing realizzate su Facebook con la piattaforma BuonMercato di Kiwari. Le tre case history sono omogenee sotto il profilo merceologico, ma con posizionamenti diversi su Facebook per numero di fan iniziali (prima della campagna). L’effetto delle attività in tutti e tre i casi è stato dirompente in relazione a tutti gli obiettivi di marketing.

Infatti, oltre ai tre key findings citati in apertura,  emerge anche che  i buoni in formato digitale consentono di ridurre drasticamente i costi di distribuzione (inferiori del 70% rispetto ai coupon tradizionali) e di avere tempi di distribuzione e fruizione estremamente rapidi (6 giorni in media tra inizio campagna e redemption). Infine non è da sottovalutare il fatto che la natura digitale delle campagne di ecouponing consente anche di ottenere una reportistica in tempo reale dell’andamento della campagna.

Scarica il report BuonMercato Facebook eCoupon Metrics 2013 >>

Buoni sconto digitali: non solo per il sell-out, ma anche per ingaggiare e fidelizzare

Buono sconto nostromo su FacebookDal 2008, negli USA, il couponing è incrementato del 27% e, con la proliferazione dei Social Media, molti Brand stanno trasferendo le proprie offerte promozionali dal classico buono pre-stampato al buono digitale.

Tuttavia, mentre il coupon tradizionale ha una valenza di puro sconto e quindi di strumento per il sell-out, il coupon digitale aggiunge anche la possibilità di conoscere meglio il consumatore. I Brand possono per esempio tracciare, quasi in tempo reale, quali offerte hanno ottenuto migliori risultati e chi ha redento i buoni, con l’obiettivo di individuare con maggiore precisione l’opinione dei propri clienti relativamente alle proprie offerte e ai propri prodotti.

Non solo. Integrando le offerte nei Social Media, I Brand hanno la possibilità di amplificare l’impatto della promozione facendo leva sulla condivisione che i clienti soddisfatti fanno con i propri amici.

Quindi, le valenze addizionali dei coupon digitali rispetto a quelli tradizionali, si possono sintetizzare in:

–          Consumer insight

–          Engagment

Il buono digitale consente così di ampliare il ventaglio di obiettivi che l’azienda si pone nel pianificare un’iniziativa di couponing. Non solo sell-out – che rimane comunque l’obiettivo predominante – ma anche fidelizzazione, branding e lead generation. Con il grandissimo vantaggio che le informazioni ottenute sono tutte “actionable”, possono cioè essere utilizzate per misurare più efficacemente il ROI di una campagna, ma anche per  mirare al meglio le eventuali campagne successive, sia in termini di prodotto/offerta che in termini di target.

Anche in Italia, recentemente, qualcosa si sta muovendo in questo senso.

Plasmon, ormai da diversi mesi, sulla propria pagina Fecebook Mamme e Plasmon, sta offrendo buoni sconto digitali da redimere sui punti vendita. In questo caso l’applicazione chiede all’utente di inserire la data di nascita del figlio per poter stampare il buono. L’informazione sarà utile in futuro a Plasmon per poter offrire ai genitori promozioni sui prodotti più adeguati alle fasi di crescita del figlio.

Anche Nostromo, più recentemente, sta offrendo buoni sconto digitali sulla propria pagina Facebook. In questo caso, oltre a richiedere all’utente di diventare fan della pagina, l’applicazione propone una form di registrazione che include, alcuni parametri passati direttamente da Facebook (Nome e email) e i classici parametri anagrafici (data di nascita, provincia, comune e sesso). In tal modo Nostromo riesce non solo a convertire utenti Facebook in acquirenti (sell-out), ma anche a profilarli sul proprio CRM per fare così in modo che le prossime campagne siano più efficaci e mirate. Tali dati potranno infatti essere incrociati con quelli relativi alla redemption della campagna che includono sia informazioni relative a chi ha stampato il buono sia a chi lo ha redento, ampliando così enormemente la capacità di costruire un rapporto mirato e duraturo con i propri clienti.

Integrare Social Network e Email Marketing: osmosi perfetta per una strategia vincente

Integrazione tra Email Marketing e Social Network marketingSocial Media e Email Marketing sono senza dubbio i due strumenti più efficaci (e più utilizzati) per fare Direct Marketing.

Mentre il primo consente di creare un dialogo con gli utenti e presenta una forte componente “pull”, il secondo, pur essendo tipicamente “push” ha il vantaggio di poter essere personalizzato tanto da prestarsi a campagne 1 to 1.

La compatibilità dei due strumenti è a nostro avviso talmente “perfetta”  che le sinergie generate possono garantire ottimi livelli di successo.

Come ottenere il massimo dell’efficienza da questa integrazione?

1 – Includere nell’email le icone dei Social Networks

Sebbene appaia ovvio, sottolinearne l’importanza non è mai abbastanza. I sottoscrittori della nostra newsletter potrebbero non essere ancora “fan” della nostra pagina su Facebook o nostri “follower” su Twitter. Spingerli a diventarlo, consente di instaurare con loro un “dialogo”, aumentando così il livello potenziale di fidelizzazione.

2 – Chiedere agli utenti di condividere l’email sui Social Network

Un like, un tweet o una segnalazione su Linked in o su Pinterest della nostra email potrebbe generare un ciclo virale utile a raccogliere nuovi prospect o, quantomeno, ad aumentare la nostra brand awareness. L’invito a farlo, può andare da un tradizionale “Condividi”, fino ad assumere toni ironici (se il brand lo consente) come per esempio “Sparla di noi”.

3 – Inviare una campagna email dedicata

Ci sono situazioni in cui bottoni e link che portano ai propri Social Network non sono sufficienti a generare risultati soddisfacenti. In tali casi, soprattutto se ci si rivolge ad una lista di recente costituzione oppure se la nostra presenza sui SN è recente, può essere molto utile inviare alle liste una email dedicata, magari focalizzata sulla registrazione ad un SN specifico. L’email naturalmente dovrebbe spiegare bene all’utente di quali benefici potrebbe godere o, più in generale, in cosa consiste la specificità della nostra presenza su quel Social rispetto agli altri mezzi che utilizziamo per comunicare.

4 – Promettere incentivi

Un rafforzativo di quanto sopra consiste nel fornire incentivi all’iscrizione presso un nostro SN. Per esempio fornire un coupon in seguito al “mi Piace” sulla nostra pagina Facebook. Tuttavia, non necessariamente, bisogna promettere incentivi economici.  Si può far leva su riconoscimenti intangibili come, per esempio, citare sulla newsletter, sul sito o su un altro medium (se siete un Editore) l’utente che condivide più post su Facebook.

5 – Promuovere l’iscrizione alla newsletter attraverso i Social Network

Naturalmente, vale anche l’inverso rispetto ai punti precedenti. Se l’opportunità è di trasformare la base di fan o follower su Facebook o Twitter in utenti registrati, i Social Network possono essere utilizzati per spingere all’iscrizione. Con diversi mezzi: post o tweet periodici che illustrino i vantaggi dell’iscrizione alla newsletter, pubblicazione di post relativi alla newsletter appena inviata, ecc..

6 – Includere nell’email i Tweet dei follower

Un altro modo molto efficace per integrare email e, in questo caso, Twitter, è di includere nell’email un Tweet particolarmente interessante postato da un nostro follower. Oltre al tweet, va aggiunto il pulsante che consenta agli altri utenti di “ritwittare” il post.

7 – Creare un form di registrazione su Facebook

Facebook consente di creare form di registrazione da includere come applicazioni nella propria pagina. Ci sono vari modi per farlo, dall’utilizzo di applicazioni personalizzabili di sviluppatori (gratis o a pagamento a seconda della complessità) a realizzazioni in proprio sfruttando il sistema Open Graph proprietario di Facebook. Il vantaggio di avere un tab dedicato all’iscrizione alla newsletter risiede nella “vicinanza” dell’azione: se l’utente sta visitando la nostra fan page, si può iscrivere alla newsletter rimanendo nello stesso ecosistema (Facebook), senza cioè dover necessariamente uscire verso un sito esterno.

8 –Registrazione via SMS

Qui non si parla in effetti di Social Network ma di User Experience. Se per la natura del proprio prodotto o servizio il contatto più frequente con l’utente è proprio… tramite il prodotto,  il modo più diretto ed efficace per spingere l’utente a registrarsi non è di rimandarlo ad un sito o a un social network. E’ di fargli mandare un SMS. Sul package del prodotto, per esempio, si può stampare l’invito a registrarsi scrivendo il proprio indirizzo email e inviando l’SMS al numero indicato. Se non si vuole far pagare l’utente, non si tratta certo di una modalità a costo zero, ma, in funzione di come incentiviamo la registrazione e di quanto questa vale per noi, può essere estremamente efficace.

Conclusione

Abbiamo dimostrato che, in funzione degli obiettivi di marketing, i due mezzi, email marketing e social network marketing, non solo sono compatibili, ma sono sinergici.

Che ne pensate? Avete esempi di integrazione da condividere? Hanno avuto successo? Vi vengono in mente o avete utilizzato altre tattiche oltre a quelle elencate? Se volete condividerle con i lettori di Kiwari Blog il box dei commenti è a vostra disposizione!

Perché Pinterest potrebbe essere interessante per il vostro business

Infografica su Pinterest
Infografica di Pinterest da Monetate

Nelle ultime due settimane, in tutto il mondo, si è parlato tantissimo di Pinterest.

Anche in Italia un sacco di gente, soprattutto gente “normale” (molto meno, sorprendentemente, gente addetta ai lavori) si è iscritta al servizio.

Stando a Biz Report nuove statistiche (americane) rivelano che Pinterest sta salendo nella classifica di chi porta più referral traffic (3,6%), come Twitter e più  di YouTube (1,05%), Reddit (0,83%) e Google+ (0,22%). V. anche l’infografica qui a fianco creata da Monetate

Ma cosa è  Pinterest ?!

E’ fondamentalmente una “bacheca sociale” (board) in cui organizzare in appositi board tematici, e poi condividere, qualunque pagina si trovi navigando su internet; basta che abbia un’immagine. Si possono seguire i board creati da altri, trovare amici che sono già qui o invitarne altri.

Recentemente, alcune aziende hanno iniziato ad usare Pinterest non solo per mostrare direttamente i propri prodotti o i propri servizi ma anche tutto ciò che  in qualche modo è ad essi correlato come modi d’uso dei prodotti, commenti degli utenti, performance di vendita, promozioni.

Ecco allora alcune semplici idee per portarsi avanti e iniziare a trarre benefici dall’utilizzo di questa nuova star del web:

  1. Creare board interessanti
    Esempio di organizzazione dei board tematici
    Esempio di organizzazione dei board tematici

    I board  tematici contengono immagini che rimandano a pagine specifiche del vostro sito. Ogni board può essere personalizzato con un titolo e va poi comunque associato ad una delle categorie standard. Tale libertà d’azione consente di presentare i contenuti in modo fantasioso e accattivante e, nello stesso tempo di essere facilemnte leggibile e interpretabile dall’utente. Come nell’esempio qui a fianco.

  2. Contenuti
    Esempio di contenuti diversi da un prodotto
    Esempio di contenuti diversi da un prodotto

    Questa è la parte divertente, non ci sono limiti. Tutto ciò che basta fare è inserire la URL di una pagina del proprio sito. Se è una pagina di prodotto l’effetto è immediato: apparirà la foto del prodotto linkata alla relativa pagina del vostro sito. Se offrite un servizio, non c’è problema: l’immagine che Pinterest cattura può essere qualunque icona, immagine, grafica, che voi stessi abbiate correlato al vostro servizio. Guardate in questo esempio il board “Siri comments”

  3. Condividete! – In un’apposita sezione di Pinterest, goodies, sono a disposizione bottoni da inserire sul proprio blog o sito per consentire di fare Pin facilmente (un po’ come il “Mi piace” di Facebook). Per esempio, WordPress l’ha già fatto: in fondo a questo post trovate il bottone Pin per condividerlo sui vostri board (fatelo mi raccomando!)
  4. Mashup – Utilizzare Facebook e Twitter per aumentare la diffusione del vostro Pin board è un’altra tattica utile. Pinterest vi consente di farlo in automatico collegando a un board il feed RSS dei vostri contenuti.
    Ma anche le vostre newsletter sono un veicolo perfetto: spingere il vostro recipient a condividere il contenuto della newsletter sul proprio Pin board vi consente di aumentarne l’effetto virale.

Facebook e email marketing: due facce della stessa medaglia

Facebook e email marketingJay Bear ha prodotto una presentazione piuttosto interessante sull’integrazione tra Facebook e email marketing:  17 Ways to Integrate Facebook and Email Marketing.

Il  suo messaggio è semplice: Facebook e Email Marketing sono due facce della stessa medaglia.

La nozione che Facebook sia un modo per acquisire nuovi clienti è sostanzialmente falsa. Una recente ricerca di DDB mostra che l’84% dei fan su Facebook di una società sono già clienti. In effetti perché si dovrebbe diventare fan di un prodotto (o di un’azienda) che non si conosce?

Di conseguenza Facebook è soprattutto uno strumento utile per mantenere il brand nella top-of-mind del cliente il quale, peraltro, ha già dato il proprio consenso ad essere individuato (ha premuto “Mi piace”). Inoltre, attraverso i post sulla pagina, l’azienda si aspetta di sollecitare una reazione in quell’utente.

Esattamente come succede con l’email marketing: c’è un assenso ad essere individuato (opt-in/Mi Piace) e c’è la comunicazione dell’azienda con l’utente (invio email / post sulla pagina).

Così, in azienda, chi si occupa di Facebook dovrebbe anche occuparsi di Email Marketing.

3 Tipi di integrazione

Ci sono 3 aree principali dove Facebook e email marketing dovrebbero integrarsi:

  • Integrazione Strategica
  • Integrazione di Canale e di Audience
  • Integrazione dei Contenuti

Integrazione Strategica

Ci sono diverse aree di sovrapposizione, ma, forse, la più rilevante è il fatto che le metriche per misurare le due tattiche sono matematicamente molto simili, anche se diamo loro nomi differenti:

  • Email subscribes = Facebook “Likes”
  • Email unsubscribes = Facebook “UnLikes”
  • Email opens = Facebook impressions
  • Email clicks = Facebook feedback
  • Email forwards = Facebook shares

Integrazione di Canale e di Audience

Lo scopo non deve essere ottenere una registrazione email o un “Like”; lo scopo deve essere ottenere tutti e due! Di conseguenza, bisogna fare in modo, chiedendo una cosa, di ottenere anche l’altra. Attraverso vari strumenti, per esempio:

  • Inviare messaggi di ringraziamento dopo la registrazione.
  • Creare una pagina per gestire gli unsubscribe.
  • Creare landing tabs su Facebook.
  • Utilizzare API per il Social log in

Integrazione dei Contenuti

  • Usare l’Oggetto dell’email per ottimizzare il titolo delle annunci Adv su Facebook. E vice-versa.
  • Testare l’efficacia delle immagini via email e inserirle come post su Facebook e negli annunci Adv di Facebook. E vice-versa.
  • Incorporare nelle newsletter i commenti di apprezzamento scritti dagli utenti nella pagina Facebook
  • Incorporare i contenuti più rilevanti inviati via email nei post di Facebook.
  • Annunciare sulla pagina Facebook l’invio di una newsletter.

Perché un blog

Da qualche tempo si parla della fine dell’email come strumento di comunicazione, soppiantato dal crescente successo dei social network.

In realtà varie ricerche, nonché l’esperienza quotidiana di chi lavora nel settore, dimostrano che l’email come strumento di marketing è ancora vivo vegeto. Anzi, ci sono ancora margini di crescita e miglioramento.

Si tratta, in realtà, di utilizzare in maniera sempre più sofisticata uno strumento maturo, cioè conosciuto molto bene da chiunque abbia un computer e utilizzi internet.

Le potenzialità e le modalità di utilizzo sono moltissime e nuovi stimoli e idee si succeddono giorno per giorno. Generando anche un po’ di ansia 🙂

Che rapporto c’è tra email marketing e social marketing? Come ridurre i bounce? Come gestire al meglio il proprio db? Come aumentare i tassi di conversione? ….

Scopo del blog di Kiwari è di aiutare a fare un po’ d’ordine segnalando non solo le best practises di chi presidia con successo questo settore da oltre 10 anni, ma anche pubblicando suggerimenti, novità, eventi, vagliandoli tra le centinaia che affollano il web ogni giorno in tutto il mondo.